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Da una serie di approfondimenti mi sono accorto che la notizia è vecchia.  Infatti la notizia originariamente era stat pubblicata sull'espresso http://espresso.repubblica.it/dettaglio/%3Cdiv%3Ela-polizia-ci-spia-su-facebook%3Cdiv%3E/2137277  28 ottobre 2010.

Purtroppo sto scoprendo come su alcuni socialnetwork, alcuni giornali e tanti blog pur di avere contenuti si vadano a ripescare notizie vecchie e le si spaccino per nuove.

Personalmente mi scuso per non esseremene accorto prima; era dovuta questa mia rettifica essedomi fidato erroneamente di due siti: odiolacasta.blogspot.it e http://www.wallstreetitalia.com.

La notizia è di questi giorni ed è assolutamente incredibile e apre nuovi scenari:  il ministero degli Interni avrebbe raggiunto accordi con facebook  per poter accedere ai profili dei sospetti. L'italia sarebbe la prima nazione europea e forse al mondo a raggiungere un tale accordo. Pensate che il ministero degli interni (alias la Polizia Postale) non è riuscito ad ottenere analoghi diritti di accesso nei confronti di Google, Microsoft e altri colossi dell'IT. E gli altri social network? diventeranno forse più interessanti perchè meno soggetti a controli.

La notiza nel dettaglio la trovate su questo link: http://odiolacasta.blogspot.it/2012/10/facebook-il-ministero-degli-interni-ha.html

 

E' uscito in questi giorni sul sole24ore.com http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2012-10-01/smartphone-tablet-azienda-gestione-193939.shtml?goback=.nmp_*1_*1_*1_*1_*1_*1_*1_*1_*1 uno studio che mette in luce come la destrutturazione delle aziende abbia portato a forti inefficienze. Secondo questo studio circa 11 ore a settimana sarebbero sprecate da ciascun lavoratore per recuperare l'informazione presente in docuemementi disseminati ovunque. Lo stesso studio mette in evidenza come altre 12 ore alla settimana vengono perse per la gestione dei processi di approvazion: un totale di 23 ore su 40 lavorative, il 57.5% del tempo lavorativo settimanale, che se ne va in inefficienza.

Siamo passati dalle aziende anni 80 molto strutturare e proceduralizzate, magari anche un po' ingessate a aziende speedy, fortemente destrutturarte sia nei processi che negli strumenti. Il risultato è che nel breve periodo il modello speedy funziona perchè accellera rapidamente l'azienda, nel medio periodo porta al caos:l'informazioni non si sa più dov'è, se sul pc se sul tablet o sul file server, né si sa quale sia l'ultima versione ufficiale. Altrettanto vale per i processi non esiste più un workflow, tutti parlano con tutti ma nessuno è titolato a decidere o ancora peggio tutti vogliono decidere.
Personalmente pernso che le aziende si debbano dare poche e chiare regole e strutturare efficientemente l'accesso all'informazione. L'informazione è patrimonio dell'azienda e non può, secondo me non deve, trovarsi distribuita su mille dispositivi diversi e personali.