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Telecom Italia resiste sulla sua seprazione dalla rete: soluzione che allegerirebbe l'indebitamento di TI e darebbe vero slancio alla digitalizzazione del nostro paese.

Se veramente arrivassimo alla seprazione della rete  da TI si aprirebbero nuovi scenari per la cresita dell'interconnessione e dei servizi ad essi connessi. Se come sembra  la Cassa Depositi e Prestiti fosse pronta ad acquistare la rete da TI questa diverrebbe prima di tutto un'infrastruttura critica come la rete elettrica e la rete gas nazionale. infrastruttura  che lo stato avrebbe il compito di aggiornare e mettere a disposizione del mercato. Oggi molte  telco hanno investito e investono nel costruire reti parallele a quella di TI nelle aree metropolitane, avere un ente che è proprietario della rete permetterebbe alle telco di indirizzare i loro investimenti nel rafforzamento del loro network nazionale e internazionale  piuttosto che nel creare reti metropolitane parallele a quella TI.

Inoltre un ente proprietario della rete potrebbe fare quegli investimenti, anti economici, di portare la connettività ovunque, di innalzare il livello qualitativo della rete ovuque permettendo un vero passo avanti del nostro paese e del nostro sistema industriale, scelte che TI non può fare dovendo ragionare in termini di redditività delle proprie azioni.

E' in  G.U n.117 21 Maggio 2013 il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 febbraio 2013, relativamente alle  regole tecniche  in materia di generazione, apposizione e verifica delle firme elettroniche avanzate, qualificate e digitali, ai sensi degli articoli 20, comma 3, 24, comma 4, 28, comma 3, 32, comma 3, lettera b), 35, comma 2, 36, comma 2, e 71” del codice dell’amministrazione digitale.

Fino a questa mattina si leggeva su tutte le testate oneline e anche sul portle nutelladay.com che era imminente la chiusura del sito. L'americana Sara Rosso giovedì scorso aveva lanciato l'allarme: l'azienda di Alba le aveva intimato, attraverso i suoi legali di chiudere il sito nutelladay.com per sfruttamento indebito del marchio registrato del gruppo Ferrero.

Naturalmente in fan della nutella non si sono fermati a battere il cucchiaio sul bicchierino della famosa crema di cioccolata e nocciola, ma c'è stata una levata di scudi e di proteste su facebooke su twitter che minacciavano il boicottaggio del marchio. La protesta, leale e corretta,  ha fatto tornare Ferrero sui suoi passi. Il sentiment della rete riguardo al marchioe al prodotto hanno fatto capire a Ferrero che è più utile avere una popolazione che sostiene i propri prodotti piuttosto che la mera ragione dei propri diritti.

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