policy aziendali

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    Casi Trattati

    Perizie e indagini informatiche forensi svolte

    L'esperienza maturata con CTU Tribunale e come Consulente tecnico di parte, ci ha permesso di acquisire un know-how significativo nello svolgimento d'indagini e perizie informatiche forensi, in ambito civile  penale, nei più ampi ambiti  dell'informatica forense di cui riportiamo un alcuni esempi:

    • Furto d'identità:social network, email e forum
    • Violazione della Privacy
    • Software spia su computer e cellulari
    • Stalking a mezzo computer Internet e cellulari
    • Divorzio e separazione
    • Diffamazione in Internet social network, riviste online, blog e forum
    • Giustizia sportiva
    • Manomissione centraline autovetture km e registro tagliandi
    • Accesso abusivo a sistema informatico
    • Accesso abusivo alla posta elettronica
    • Trascrizioni foniche
    • Utilizzo strumenti informatici in azienda
    • Facebook e chat in azienda
    • Furto dati aziendali
    • Dipendente infedele
    • Spionaggio industriale
    • Accertamenti fiscali e tributari
    • Sabotaggio informatico interno all'azienda
    • Tutela del patrimonio aziendale in Internet
    • Reati informatici dlgs 231
    • Contestazioni giuslavoristiche
    • Valutazione economica serverfarm
    • Valutazione economica prodotti piattaforme software e servizi IT
    • Contratti di web marketing e SEO
    • Contratti di servizio IT
    • Frode informatica
    • Clonazione carte di credito
    • Maltrattamento animali
    • Frodi alimentari
    • Adulterazioni alimentari
    • Contraffazione

    Se hai bisogno di una perizia informatica o di una indagine informatica forense contattaci al 3487920172 oa info@studiofiorenzi.it.

    Operiamo come CTP, Consulenti Tecnici di Parte e come CTU, Consulenti Tecnici d'Ufficio, In tutta Italia e principalmente in toscana: Firenze, Prato, Pistoia, PisaLucca, Livorno, Massa, Siena, Arezzo, Grosseto  

    contattci      preventivio
  • Corte europea dei diritti umani ha stabilito che una società privata non viola il diritto alla privacy di un dipendente quando controlla le sue comunicazioni sugli account aziendali e che il licenziamento è giustificato se li utilizza a fini che non hanno nulla a che fare con l’attività lavorativa. Nella ricerca di un equilibrio, di bilanciamento tra il diritto alla privacy del dipendente e gli interessi del datore di lavoro, la Corte ha ritenuto "non irragionevole che un datore di lavoro voglia verificare che i dipendenti portino a termine i propri incarichi durante l'orario di lavoro. Anche l'attuale disciplina italiana, dopo le modifiche del Job Acts, risulta in linea con l'orientamento della suprema corte europea; l'azienda deve fornire chiare e puntali indicazioni su come possano essere gestiti gli strumenti aziendali forniti dal datore di lavoro per lo svolgimento delle proprie mansioni; dopodiché il dipendente che con assiduità, ripetutamente violi la Policy incorre prima in richiami , in sanzioni fino ad arrivare con la recidiva continua nel tempo, al licenziamento.
    In tutto questo l'azienda deve avere regolamenti chiari, che non lascino spazzi a interpretazioni e usi impropri, rispettare i principi di proporzionalità ma sopratutto, quando arriva a definire un provvedimento disciplinare cristallizzare gli elementi probanti della violazione; sia che si tratti di richiami che di sanzioni ancorché di licenziamento.
    Quando l'azienda avvia un procedimento disciplinare è importante pensare che quanto verrà fatto potrebbe, un domani, rendersi utile in giudizio; motivo per cui è importante che le prove acquisite, sopratutto quelle informatiche, siano acquisite secondo i principi delle indagini forensi,della Digital Forensics, e preferibilmente da una parte terza, che riveste un ruolo di garanzia e imparzialità.
    Gia la Corte di Cassazione Italiana con la sentenza 2722/2012 aveva avallato il controllo delle mail aziendali da parte del datore di lavoro nell'ambito dei controlli difensivi. Nella sentenza, Secondo i giudici di Piazza Cavour, il datore di lavoro può controllare la posta elettronica del dipendente purché i controlli siano finalizzati a trovare riscontri a comportamenti illeciti del dipendente.
    Il contesto giuslavoristico sia in Italia che in Europa sta cambiando rapidamente, i legislatori e le varie corti europee e nazionali stanno ridando alle aziende il diritto a disporre pienamente delle proprie risorse qualunque esse siano, tecnologiche che umane.

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