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Si è svolto lo scorso 22 marzo il seminario   "L’Azienda e Internet: copyright, data protection e aspetti giuslavoristici della presenza in rete" che ha riscontrato una significativo seguito con la partecipazione di oltre 120 partecipanti.

L'evento si è articolato partendo dall'intervento dell'Avv. Nitti che ha affrontato il tema della proprietà intellettuale in Internet con esempi concreti presi dai pronunciamenti degli ultimi anni. Il successivo intervento ha visto l'Avv. Bianchi occuparsi della data protection e delle implicaizioni che le nuove tecnologia, cloud in primis comportano nella gestione e protezione dei dati, anche alla luce del nuovo regolamento UE. Dopo il coffee break è stato il turno del Dott. Alessandro Fiorenzi, che con un profilo tecnico informatico ha affrontato i problemi legati all'acquisizione legittima della prova informatica su computer, cellulari e in Internet, illustrando le problematiche che si presentano nel nuovo fragile contesto in cui la prova è inserita e costituita. Ha concluso il programma l'intervento dell'Avv. Del Re che ha esaminato le problematiche giuslavoristiche legate all'uso dei sistemi elettronici ed informatici nonchè di Internet nello svolgimenti delle funzioni lavorative.

Per chi non è potuto intervenire personalmente è stato messo a disposizione un servizio di streaming mediante youtube che ha visto la presenza di oltre 20 persone.

Per chi non era presente potete vedere il filmato dell'evento sul canale youtube afinformaticaforense o cliccando sull'icona che segue         ht youtube logo mi 130129 wa

Gli atti del seminario sono accessibili dal sito per i soli registrati al sito accedendo con le credenziali alla sezione   "Documentazione" del menù eventi.

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Per chi si occupa di informatica da oltre 20 anni è veramente raccapricciante leggere il  decreto legge del Presidente del Consiglio dei ministri, pubblicato in  Gazzetta Ufficiale  del 19 marzo 2013 n. 66, dal titolo inquietante "Direttiva recante indirizzi per la protezione cibernetica e la sicurezza informatica nazionale";  dove l'inquietante nasce dal fatto che si è tradotto, erroneamente e frettolosamente, cyber space e cyber defence rispettivamente in spazio cibernetico e sicurezza cibernetica.

Mi domando come può un Presidente del Consiglio che è universalmente ritenuta  persona "credibile" per tutto il panorama mondiale avallare un decreto in cui si è tradotto il termine cyber in cibernetica? E pensare che il notro Presidente del Consiglio si è laureato alla Bocconi e ne è stato pure preside fino all'anno scorso .

Manca solo un dl che autorizzi all'uso dell'alabarda spaziale e del maglio perforante come misura minima di sicurezza e siamo ok.


Il pc aziendale, in partiolare i notebooks sono spesso percepiti come benefit e come tali usati spesso come strumenti personali. La suprema Corte di Cassazione con l'ordinanza 2056/2011 aveva sentenziato a riguardo; chi cede il pc azienale ad  a un soggetto non autorizzato, con accesso a informazioni riservate, rischia il licenziamento. . Nel caso specifico la Corte suprema aveva ritenuto che il motivo soggettivo è giustificato in quanto il pericolo per la sicurezza informatica dell’azienda risulta fondato. A distanza di due anni dalla sentenza si incomincia a ravvisarne l'applicazione.