Blog

Sulla stampa online questa mattina è uscito un artico sul crescente furto degli smartphone http://www.lastampa.it/2013/05/03/tecnologia/smartphone-aumentano-i-furti-e-le-case-produttrici-guadagnano-8PwIRqm3OaAFbfwr92EJRM/pagina.html.  Il problema non è tanto nel fatto che le case produttrici possano trarne indubbi guadagni, quanto che gli smartphone hanno al proprio interno tutti i dati che normalmente si hanno sul desktop: spesso sullo smartphone ci sono dati più personali e "delicati" di quelli che normalmente teniamo sul pc. Tutto ciò perchè erroneamente riteniamo che avendo sempre lo smartphone con noi  i nostri dati siano al sicuro, trascurando invece che lo smartphone è spesso privo di sitemi di difesa da malware e virus, trascurando il fatto che il sistema operativo su cui si basano gli smartphone sono spesso derivazioni di dialetti linux di una decina di anni fa e si portano dietro una storia infinta di bug di sicurezza.

In ogni caso rubare uno smartphone è sicuramente più facile che rubare un desktop o un notebook, fosse solo per le dimensioni più ridotte. Ma  porta con se molti più dati, anche intimi,  del classico computer.

Con la sentenza 18826 la suprema corte ha decretato come l'uso di un nickname con dati altrui rappesenti sostituzione di persona e come tale sia perseguibile. Nel caso di specie l'imputata a si era "limitata" a inserire nella chat a luci rosse un "nickname" composto dalla iniziali della donna e il suo numero di cellulare; creando un chiaro riferimento alla persona reale.

Se in precedenza la Cassazione aveva sostenuto che la sostituzione di persona si realizza con la creazione di un account di posta elettronica, con il quale ci si "appropriava" delle generalità di un terzo, inducendo in errore gli internauti e danneggiando la persona a cui si rubava l'identità, ha ritenuto di dare un una interpretazione estensiva dell'articolo 494, andando ad tutelare anche la protezione dell'identità di terzi, messa a rischio non esclusivamente da possibili usurpazioni, «ma anche dalla falsa attribuzione di contrassegni personali».

Interessante e chiarissimo articolo sul sole24ore http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2013-04-30/reato-nickname-dati-altro-072956.shtml?uuid=AbrpHkrH

in ogni caso prima che il sospetto provveda a rimuovere ogni evidenza, specie in una chat, con il supporto di un informatico forense cristallizzate le evidenze della violazione. Le chat, specie quelle web, non tengono una history, è quindi fondamentale cristallizzare la flagranza di reato per poter far valere i propri diritti successivamente.

 

Il vecchio spot utilizzato per il brand Breil potrebbe essere usato anche per i propri dati di WhatsApp.

Per usare WhatsApp  è necessario associarlo al numero telefonico; l’App può quindi scaricare i dati dalla SIM e leggere i contatti della propria rubrica oltre ad altre informazioni.

E se domani cambiate numero telefonico cosa succede? Naturalmente dovete fare una nuova associazione di WhatsApp al nuovo numero, ma chi riceverà il vostro vecchio numero se installa Whatsup si vedrà caricata la vostra vecchia rubrica, i vostri messaggi etc etc...  alla faccia della privacy.

Prima di cambiare numero, rimuovete il vostro account Whatsapp.

Questo sito utilizza i cookie per offrire una migliore esperienza di navigazione. Cliccando OK puoi continuare la navigazione e questo messaggio non ti verrà più mostrato. Se invece vuoi disabilitare i cookie puoi farlo dal tuo browser. Per maggiori informazioni puoi accedere alla nostra cookie policy.