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Orizzonte 2020: Informatica Forense a supporto di Autorità Giudiziaria, Studi Legali, Aziende, Forze dell’Ordine e Privati.

Orizzonte 2020 il titolo del convegno organizzato dall’Osservatorio Nazionale Informatica Forense, con patrocinio del Ministero di Grazia e Giustizia e della Fondazione Forense fiorentina, che si terrà il 31 maggio nella Sala Verde del Palazzo Incontri via del Pucci 1 a Firenze .
Come si estrapola una prova da messaggi WhatsApp? Che limiti ci sono all’acquisizione dei dati dallo smartphone di un indagato? Un'analisi di sulle aspettative e i fallimenti della legge 48/2008 di ratifica della Convenzione di Budapest sul Cybercrime, e ancora come vengono compromessi immagini e video digitali se non trattati correttamente? Come individuare un video falso?
Domande che sorgono spontanee alle soglie del 2020 quando la tecnologia è parte integrante se non predominante del processo investigativo e spesso nel mondo digitale ciò che appare non è detto che corrisponda a ciò che è.

Gli esperti devono avere maggiori garanzie investigative e più chiarezza nell’ambito dei loro limiti, competenze e possibilità. Proprio per dare risposta a tali domande e per individuare quelli che sono gli orizzonti di questo settore emergente ma di estrema importanza, è stato pensato l’incontro del 31 maggio a Firenze.
Una tavola rotonda dove esporre i progressi raggiunti in materia e quali le riforme e i traguardi ancora da acquisire da un punto divista giuridico, informatico e giudiziario.
Aprirà i lavori il Dott. Nanni Bassetti, segretario nazionale Onif. Tra i Relatori il dott. Peri in rappresentanza  del Tribunale di Firenze, il Presidente esocio fondatore Onif Ingegnere Paolo Reale, consulente della trasmissione Mediaset Quarto Grado, Avv. Elisabetta Guarnieri, gli informatici forensi, dott. Paolo Del Checco, dott. Alessandro Fiorenzi .. dott. Massimo Iuliani, dott. Andrea Lazzarotto. Ing. Michiele Vitiello.
Moderatori : Valentina Roselli giornalista e Avv. Cristiano Rossi Fondazione per la Formazione Forense di Firenze.

9:00  – Registrazione

9:15  –  Apertura lavori: , Fondazione Forense di Firenze e Dott. Nanni Bassetti, Segretario Nazionale ONIF
9:30  – Le nuove regole e la revisione dell’albo CTU del Tribunale di FirenzeUfficio di Presidenza del Tribunale di Firenze
10:00 – Il Netherlands Register of Court Experts (NRGD), Dott. Mattia Epifani
10:30 – Legge 48/2008, attesa quanto ignorata: dieci anni di casi reali, Ing. Paolo Realee Avv. Elisabetta Guarnieri
11:00 – Break
11:20 – Analisi di dispositivi mobile: stato attuale, integrazione con il cloud e difficoltà future, Ing. Michele Vitiello e Dr. Paolo Dal Checco
11:40 – Rilevamento e conseguenze delle manomissioni sui messaggi WhatsApp Dott. Andrea Lazzarotto
12:00 – Digital Forensics Data Breach: perché gestire la violazione dei dati in maniera forense, Dott. Alessandro Fiorenzi
12:20 – Immagini e video digitali come fonte di prova, Dott. Massimo luliani
12:40 – Saluti e chiusura

La brochure del seminario sull’Informatica Forense organizzato da ONIF a Firenze è disponibile per il download al seguente link.

Si prega chi fosse interessato a partecipare all’evento di utilizzare, per l’iscrizione, il modulo presente sul sito EventBrite così da allocare i posti che sono, purtroppo, limitati a causa della dimensione della sala.

Guida alle gestione forense di un data breach o di un incidente di sicurezza

E' online un mio articolo su come e perchè un data breach ma anche un altro incidente di sicurezza informatica dovrebbe essere gestito in modalità forense Gestione Forense del Data Breach cosa fare

un grazie a CLUSIT e a DataManager

Come utilizzare i messaggi Whatsapp ai fini probatori

Whatsapp chatI messaggi di chat come WhatsApp, Telegram etc.. possono essere utilizzati in un processo come strumento di difesa o come atto di accusa.

Nel 2017 e nel 2018 la Suprema Corte di Cassazione ha precisato che le conversazioni avvenute mediante WhatsApp costituiscono una forma di memorizzazione di una fatto storico, comparabile ad una prova documentale.

In altri termini, la conversazione avvenuta su WhatsApp è la rappresentazione documentale di un fatto realmente avvenuto, pertanto la chat può essere utilizzata in un processo penale, ma solo a determinate condizioni, ovvero le chat siano estratte dalla copia forense del dispositivo da cui provengono.

La Suprema Corte si sia pronunciata in merito a WhatsApp in un processo Penale è chiaro che tali valutazioni di autenticità e veridicità richiamate dalla Suprema corte valgano anche per altri sistemi di messaggistica come Telegram, Signal, WeChat etc.. nonché in ambito civile

la mera stampa di screenshot o la trascrizione delle chat non fornisce al giudice della prova della genuinità e corrispondenza a quanto presente sullo smartphone.
Se siamo vittime di reato è consigliabile richiedere, quanto prima, di effettuare una copia forense dello smartphone ad un consulente informatico forense, in modo da preservare le fonti di prova e produrle come elemento probatorio.
La copia forense è, dunque, l’esatta duplicazione, senza perdita di dati e senza alterazione, di tutta la memoria dello smartphone.

Lo smartphone è il testimone per eccellenza in molti processi, ma rispetto ai tempi processuali potrebbe danneggiarsi, potrebbe andare smarrito o distrutto, come del resto potresti cambiare modello, per questo è importante agire con tempestività per effettuare quanto prima una copia forense dello stesso

A livello aziendale quando si dismette o si sostituisce un telefono aziendale è consigliabile effettuare una copia forense dello stesso da tenersi a disposizione per un certo periodo di tempo a tutela dell'azienda.

 

Se avete bisogno usare delle chat in un procedimento giudiziario, contattateci  telefonicamente al 3487920172 oppure inviaci un’email a info@studiofiorenzi.it

contattci       

 

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