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I giovani, e fra questi tanti minori, sono fra i maggiori "divoratori" di Internet e per questo è assolutamente preoccupante il risultato dello studio condotto da kaspersky secondo cui 2 utenti su 3 trovano in Internet contenuti pornografici non certo adatti ad un pubblico minore.

Il (59,5%) degli utenti incontrato pornografia; più di un quarto (26,6%) è atterrato o dirottato su siti web dedicati al gioco d'azzardo; un utente su cinque si imbatte in siti che trattano di armi; e quasi lo stesso numero in siti in cui si usa un linguaggio linguaggio forte al limite dell'oltraggioso.

Si sono sdoganati facilmente troppi tabùi? o ancor pegggi abbiamo consegnato le chiavi di Internet ai minori senza educarli ad un uso corretto e consapevole? Questo naturalmente senza trascurare la responsabilità dei content provider la cui azione è solo animata dal business e non dat temi etici.

Il rapporto è consultabile sul sito http://www.kaspersky.com/about/news/business/2015/Two-thirds-of-Users-Encountered-Content-Dangerous-to-Children-on-the-Internet-in-2014

Già il cyberbullismo non è certo un bell'argomento, ma quando a questo si aggiunge l'aggettivo "femminile" la quesitone diventa veramente pesante da digerire.

Le bulle in questione, due ragazze di 16 e 17 hanno piacciato picchiato una ragazza e poi diffuso il video dell’aggressione su Whatsapp. Avevano picchiato per gioco un’amica di 12 anni riprendendola con lo smartphone e per deriderla avevano diffuso quel filmato ai loro contatti con WhatsApp.

La cosa più impressionante è vedere come nessuno degli spettatori sia intervenuto minimamente, tutti come davanti ad uno spettacolo con l'aggravente della registrazione col telefonino. Tutto ciò conferma come questi ragazzi usino con troppa disinvoltura trumenti così "pericolosi" come gli smartphone, un uso consapevole sarebbe stato quello di portare il video ricevuto via whatsapp subito alla polizia postale. E' proprio il caso di dire che ferisce più un cellulare che la spada

la notizia è sul mattino al seguente link http://www.ilmattino.it/primopiano/cronaca/bulle_picchiano_12enne_whatsapp_genova/notizie/1210023.shtml

E' uscito da qualche giorno il Cisco 2015 Annual Security Report che traccia una analisi approfondita del Cisco Security Research e di Security Expert Cisco, rapporto che affronta quelli che sono e saranno i temi caldi della sicurezza inforamtica nell'anno che si presenta. il report è online alla url

Un primo ma significativo elemnto che emerge dal rapporto è che le aziende, forese complice la congettura economica, hanno deciso di non fare patching dei sistemi, di non aggiornare i propri sistemi IT contro i bug di sicurezza. Una scelta preoccupante, forse dettata da logiche economiche e sicuramente anche una da mancanza di consapevolezza del rischio di impresa legato al rischio IT, che rischia di esporre la azienda a data breach dalle conseguenze catastrofiche.

E' necessario sensibilizzare e formare le aziende, senza fare terrorismo, riguardo a cosa è la sicurezza informatica e cosa significa realmente per un'azienda: il "cybercrime" è più vicino alle aziende di quato queste credano.

Quando si ha la possibilità di fare un'analisi del traffico di rete delle aziende o un assesment di sicurezza dei sistemi connessi alla rete aziendale, emergono elementi spesso sconosciuti anche al reparto IT, sempre più spesso chiamato a far funzionare i sistemi e non a mantenerli in uno stato salubre. Si scopere la presenza di traffico di botnet che controllano alcuni desk aziendali, si identificano attività malevole di trojan bancari come zeus, dipendenti che si collegano a siti non autorizzati o che salvano sul cloud, non azienale, documenti aziendali, anche riservati.

Per questo è importante che le aziende non riuncino alla sicurezzaaltrimenti rinuncerebbero a breve al loro business, ma è anche importante che chi si occupa di sicurezzza scenda dala cattedra e sia più vicino alle aziende parlando il loro linguaggio e vivendo i loro problemi.