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Delibera 680/13/CONS illeggibile e incompleta: sanziona ma non prevede il risarcimento.

Entra oggi  in vigore il regolamento AGCOM sul Diritto d'Autore Delibera n. 680/13/CONS, una delibera che risulta veramente poco leggibile. Gli articoli della delibera sono in massima parte costituiti da delle osservazioni degli attori intervenuti e da osservazioni dell'autorità,  più che della posizione di regolamentazione dell'Autorità Garante, quasi a spostare su altri soggetti la responsabilità di questa delibera; di fatto si norma poco ma  racconta moto quello che si sono detti.

Il regolamento mette a disposizione dei titolari del Diritto d'Autore la possibilità di interdire la violazione onoine a costo zero mediante il sito sul Diritto D'Auotrore ddaonline.it. Purtroppo però  non prevede alcun procedimento o percorso risarcitorio a favore del titolare del diritto che ha subito la violazione. A che vale allora riempire il modulo online se poi per ricevere un risarcimento il titolare del Diritto deve procedere per vie giudiziarie?  Quando poi, visti i tempi della giustizia,  i contenuti lesivi non saranno  più online e non si sarà in grado di dimostrare la violazione del diritto.

Un provvedimento "pasticciato" su cui Bruxell ha già chiesto chiarimenti. Sicuramente come per la privacy serve un regolamento europeo che disciplini la materia.

Nel frattempo prima di compilare il modulo online cristallizzate i contenuti lesivi del diritto d'autore mediante un'acquisizione forense dei contenuti online, quindi compilate pure il modulo su ddaonline.it, e poi se volete veder risarcito il vostro diritto consegnate le prove cristallizzate allegate ad una denuncia, solo così potrete tutelare veramente il vostro diritto.

Attenzione: pensare di cristallizzare le prove nel giro di qualche ora/giorno dopo aver inviato il modulo all'AGCOM potrebbe essere troppo tardi, potreste trovare la pagina oscurata o i contenuti rimossi dall'AGCOM,  impedendovi di fatto di procedere in sede civile alla richiesta di risarcimento.

 

 

Le problematiche legate a dipendenteiinfedeli sono in constante crescita, da quello che sottrae l'elenco clienti dell'azienda a quello che invia progetti cad alla concorrenza dietro pagamento abbiamo imparato a vedere un po' di tutto ma ci mancava ancora il caso del dipendente di Banca infedele che passava informazioni riservate ad una organizzazione criminale pre riuscire a portare a termine un furto con destrezza al sistema informatico di Banca Monte Paschi di 40 Milioni di Euro. La notizia è online al link http://www.palermotoday.it/cronaca/truffa-operazione-cala-spa-retroscena.html ma quello su cui si deve riflettere è che ormai anche la malavita e la criminalità sta migrando dal mondo analogico, fatto di rapine e assalto a ville e banche,  al mondo digitale  fatto di furto di informazioni riservate, di estrorsione e ricatti, di appropriazione indebita e furto con destrezza di ingenti capitali che con i mezzi informatici vengono fatti rimbalzare su 2 o tre sistemi fiscali, per essere ripuliti e tornare "ripuliti" nelle mani dell'organizzazione criminale.

 

 

"l titolare di un sito può, senza autorizzazione dei titolari di copyright, dirigere gli utenti di internet, tramite hyperlink, ad opere protette disponibili liberamente su un altro sito. Ciò è possibile anche se gli utenti di internet che fanno click sul link hanno l'impressione che l'opera sia pubblicata sul sito che contiene il link" questo è il testo della Corte di Giustizia dell'Unione Europea che con decisione del 13 febbraio per la prima volta afferma in Europa il  diritto di inserire un hyperlink, di linkare nel proprio sito un contenuto presente su un altro sito nel corpo di un articolo o post che stiamo pubblicando. Una decisione che contribuisce a fare chiarezza nei rapporti fra i motori di ricerca e gli editori. L'articolo può essere per intero su http://mytech.panorama.it/internet/link-diritto-europa-copyright-google

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