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"l titolare di un sito può, senza autorizzazione dei titolari di copyright, dirigere gli utenti di internet, tramite hyperlink, ad opere protette disponibili liberamente su un altro sito. Ciò è possibile anche se gli utenti di internet che fanno click sul link hanno l'impressione che l'opera sia pubblicata sul sito che contiene il link" questo è il testo della Corte di Giustizia dell'Unione Europea che con decisione del 13 febbraio per la prima volta afferma in Europa il  diritto di inserire un hyperlink, di linkare nel proprio sito un contenuto presente su un altro sito nel corpo di un articolo o post che stiamo pubblicando. Una decisione che contribuisce a fare chiarezza nei rapporti fra i motori di ricerca e gli editori. L'articolo può essere per intero su http://mytech.panorama.it/internet/link-diritto-europa-copyright-google

E dire che dopo gli annunci dati dal governo nel mese di dicembre,  era fortemente atteso un codice che facesse chiarezza e desse delle regole serie.

Il testo pubblicato, http://www.sviluppoeconomico.gov.it/images/stories/documenti/codice_cyberbullismo_8%20gennaio_2013.pdf, assomiglia più ad una bozza che ad un codice. Se si leva la pagina iniziale di inquadramento del problema, il codice sul cyber bullismo è costituito da una paginetta e poco più. Quanto ai contenuti parlano di adesione al codice, e non di obbligo, di regole e non di sanzioni, insomma una sorta di buoni propositi e niente più. Il nostro paese e il problema di cyber bullismo hanno bisogno di essere affrontati seriemente con obblighi e sanzioni per chi non rispetta le regole. Bisogna "costringere" i social ad adeguarsi alle regole e non semplicemente aderire. Sanzionare chi non si adegua con l'oscuramento o  ridurcendone la connettività sui MIX, sarebbe sicuramente una leva per "costringere" i vari facebooke etc.. ad adeguarsi, pena perdere di appeal e popolarità. Quanto alle regole, sarebbe opportuno che il legislatore prima di tutto definisse meglio cosa si intende per cyber bullismo e come giuridicamente deve essere trattato.

Sempre più spesso sento parlare di aziende, studi professioniali e liberi professionisti bloccati e ricattati da organizzazioni che usano il malware Ransom  per cifrare i dati del computer e ricattare le vittime.

Ecco una breve guida su come fare per risolvere la questione rendendo nuovamente accessibili i dati cifrati, non è certo l'unica ma a titolo indicativo è una soluzione per le versioni non particolaremnte complesse di Ransom.

Noi lo sappiamo decriptare anche nelle varianti più complesse, abbiamo già avuto modo di sviluppare una metodoloiga per i nostri clienti.

(fonte: http://www.istitutomajorana.it/forum/Thread-GUIDA-Decriptare-i-file-bloccati-dal-virus-Trojan-Ransom-Win32-Rannoh)

Verificare se il pc è infetto dal virus:

Il virus modifica il nome e l' estensioni ai file nel modo seguente :
" locked-(nome_del_file) (4 caratteri casuali)"

Puliamo il sistema:

Scarichiamo RannohDecryptor.exe
Eseguiamo RannohDecryptor.exe sulla macchina infetta
Riavviamo il sistema una volta completata la pulizia del virus.

Come utilizzare l' utility messa disposizione da Kasperky
Eseguiamo RannohDecryptor.exe.
Facciamo clic su Start scan per iniziare la scansione.

Specifichiamo a RannohDecryptor il percorso di un file criptato ed il programma tenterà di decriptare automaticamente tutti i files. In caso che non riuscisse in una prima fase la decriptazione dei file, sarà necessario trovare una copia originale di almeno uno dei file crittografati così da poter fare un confronto e trovare la chiave per decriptare tutti gli altri files.

Finito il recupero, per cancellare le copie dei file crittografati denominati "locked-(nome_del_file) (4 caratteri casuali)" useremo la funzione "Delete crypted files after decryption".

Troveremo il log con le operazioni eseguite dall'utility, sul disco di sistema:
Ad esempio, C:\ RannohDecryptor.1.1.0.0_01.06.2012_10.15.21_log.txt