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Con AIPSI siamo al Security Summit il giorno 14 marso 2011 alle ore 16.30 insieme all'Avv. Dott.ssa Claudia Del Re per affrontare il tema " Il marchio in rete: scenari di violazione della proprietà intellettuale e metodi di raccolta"

La crescente ed indispensabile  presenza delle aziende in rete e dei rispettivi segni distintivi apre nuovi scenari e implicitamente le porte a nuove tipologie di rischi. La tutela dei marchi aziendali in rete, dell'azienda nel contesto internazionale di Internet, ingenerale del patrimonio aziendale ridefiniscono gli schemi tradizionali in un nuovo contesto digitale che richiedendo skill specialistici.

Verranno affrontati i temi:
- L'azienda in rete
- Tutela del marchio aziendale in rete
- Le possibili violazioni del marchio in rete
- I metodi di raccolta della prova digitale: la computer forensics
- Strumenti di Computer Forensics per la tutela dell'azienda in rete.

Qualche mese fa linkedin con grande stupore dei più e anche un pizzico di fastido introdusse i controlli captcha dopo l'autenticazione degli utenti. La misura, credo presa per contrastare i bots che spazzolano i social network, non è però così affidabile. Un captcha, anche se breve, se sbagliato non dovrebbe darvi accesso a nessuna sezione;  a maggior ragione i captcha di linkedin, fra i più lunghi che io abbia trovato,  che sono costituiti da due parole.

Se provate a sbagliare l'inserimento del testo del captcha.... sorpresa: vi fa accedere!!!

Quindi dovremmo inserire il captcha "lined rerall" ma se inseriamo qualcosa di diverso:

otteniamo comunque l'accesso

E meno male che linkedin nella pagina del captcha riporta:  "Questi controlli di sicurezza aiutano a prevenire accessi non autorizzati al tuo account".

Se queste sono le misure di sicurezza messe in atto da linkedin è meglio non domandarsi dove vanno i nostri dati.

Qualche giorno fa, si è rotto il parte il mi bancomat e ho pensato di andare in filiale chiedere la sostituzione.

Del resto mi era già capitato qualche anno fa. Allora mi diedero una nuova tessera bancomat e un nuovo pin e mi ritirarono la vecchia tessera.

Questa volta la cosa è stata diversa: infatti in filiale non mi hanno dato un nuovo bancomat con un nuovo pin ma hanno fatto richiesta di un duplicato che è arrivato qualche giorno dopo. Un duplicato del bancomat originale con lo stesso pin; oserei dire che la banca ha clonato il mio bancomat...

Onestamente, anche se era più scomodo avere un nuovo bancomat e un nuovo pin; l'utente  aveva una maggiore sensazione di sicurezza quando si sentiva dire che "non era possibile avere un duplicato"....

E se un dipendente infedele della banca, di un service, o uno dei tanti consulenti di cui la banca si avvale, fosse in grado di ottenere un duplicato del bancomat di un facoltoso cliente.....

Io penso che era meglio quando di un bancomat ci poteva essere un solo ed unico esemplare....