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Sono sempre più frequenti fenomeni di stalking condotti su social network e sempre più spesso le vittime sono adolescenti che impauriti dagli stalker digitali si annichiliscono fino a diventare veri e propri ostaggi dello stalker.

 E' importante ricordare che questi atti pesecutori, alla stregua dello stalking più classico, possono e devono essere interrotti a forza di legge.

Prima ancora di procedere alla denuncia, è necessario cristallizzare le prove degli atti persecutori sopratutto se questi sono su forum e su social network. infatti successivamente alla denuncia il soggetto potrebbe provare la strada della cancellazione di quanto da lui scirtto ponendo le indagini nell'oblio.

Se invece si cristallizzano le prove presenti in Internet con metodologie forensi prima di fare la denuncia e magari si allegano anche alla denuncia, lo stalker può pure cancellare le prove da Internet ma essendo state acquisite con metodologie forensi non sono riupudiabili in giudizio. Risultato lo stalker non si può più sottrarsi alla legge.

La notizia è di questi giorni, la Suprema Corte di Cassazione, prima sezione penale, con la sentenza numero 36779 del 12 ottobre 2011 sembra legittimare lo spam.

infatti dal testo della sentenza al Suprema Corte esclude il reato di molestia per l'attività di spam.

A molti risulta discutibile, e questa obiezione è condivisibile,  in quanto il raffronto delle mail di spam con gli SMS  in quanto con i moderni terminali le mail arrivano all'utente mediante smartphone e Black Berry non regge: le mail oggi arrivano all'utente con la stessa pervasività con cui arrivano gli SMS.

Nel caso di spam non si può quindi eccepire la molestia, ma si può ecceprie il trattamento illecito dei dati da parte di chi fa spam.

Sempre più spesso si sente parlare di intercettazioni e di localizzazione di cellulari. si verifica un omicidio e a distanza di giorni gli inquirenti, ma credo che più facilmente sia opera degi giornalisti, affermano che il sospettato principale a quell'ora si trovava estattamente in camera piuttosto che in cantina o nel giardino.  L'effetto CSI si sta diffondendo con effetti devastanti.

Infatti se è vero che esistono tecniche per localizzare con buona precisione un cellulare, non la persona, è anche vero che si tratta di operazioni che sono eseguite in tempo reale attraverso il monitoraggio della posizione del terminale mobile sulla rete cellulare; ovvero si presuppone che il cellulare  sia già sottoposto ad intecettazione o sotto monitoraggio.

Naturalmente quando però accade un reato, i cellulari dei sospetti non sono preventivamente sottoposti intercettazione.

Dopo giorni o settimane non potremo assolutamente dire dove era il sospetto alle 12:45. All più potremmo dire che il suo telefono agganciava una cella piuttosto che un'altra ma nessuno potrà dire, basandosi su dati tecnici, che il terminale si trovava in via Giulio Cesare al civico 8, o  che era in camera piuttosto che in cucina.

Queste sono eleaborazioni che sono eseguite in tempo reale e che gli operatori non registrano, o che comunque se registrano non conservano per ovvi motivi di spazio.