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Ormai tablet e smartphone hanno raggiunto una popolarità e una diffusione tale per cui è facile trovarli in mano anche ad adolescenti, che durante la lezione di matematica aggiornano il proprio profilo facebook con commenti sulla lezione o vere e proprie chat con i compagni di classe. Negli anni passati ci siamo preoccupati di tutelare i nostri figli nell'accesso ad Internet con soluzioni che andavano dalle raccomandazioni di non lasciarli soli al computer fino all'uso dei  più pratici e meno educativi software per il blocco di contenuti inadeguati. Dopodichè in assoluta tranquillità gli compriamo lo smartphone. I pericoli in Intenet per i minori sono nella maggior parte dei casi associati all'uso del computer non certo dei cellulari, ma questi nuovi cellulari hanno reso Internet tascabile. Al cellulare non si può applicare la soluzione software che applichiamo al cpomputer per impedire di accedere  a contenuti inadeguati, nè si può pensare di dire che vi accedono solo quando ci sono i genitori,  infatti il cellulare è sempre con loro e spesso vi accedono quando sono con gli amici. Oltretutto questi dispositivi non dispongono di fabbrica di strumenti di tutela dei minori e a termini di legge un cellulare e una sim possono essere venduti solo ad un maggiorenne: in linea di principio quindi il problema non esiste o non si pone.

A casa abbiamo tutte le protezioni per proteggere i nostri figli:software installati sul pc o soluzioni fornite dal provider , ma sullo smartphone che gli abbiamo comprato non ne essiste neanche una. Un'amara constatazione.

Un passo avanti significativo nella formazione professionale.

Questa settimana ho seguito il corso "Auditor/Lead Auditor Sicurezza delle Informazioni - ISO 27001:2005" e superato con successo l'esame finale.

Da oggi ho la qualifica di  "Auditor/Lead Auditor per i Sistemi di Gestione per la Sicurezza delle Informazioni secondo la norma ISO/IEC 27001:05"

 

 Il titolo è "Internet e il danno alla persona I casi e le ipotesi risarcitorie. Con elementi di Computer Forensics  a cura di Alessandro Fiorenzi. Intervista al Vice Questore Aggiunto Polizia Postale Stefania Pierazzi." ed è il libro a cui ho collaborato insieme all'Avv. Debora Bianchi.

 

 

Si tratta di un case book di taglio concreto ed agevole che pone l’accento sulla pratica nei tribunali. La parte processuale vuole rispondere a domande frequenti. Quale giudice e quale diritto nell’Internet? Quando è possibile il sequestro di un sito web? Quali misure cautelari per il danneggiato? La parte dedicata all’assunzione della prova è uno dei nodi cruciali per il danneggiato. Tuttavia la consapevolezza di accorgimenti tipici delle indagini sceintifiche può evitare errori grossolani e metterci sulla strada giusta. Quanti di noi meno avvezzi al mondo elettronico sanno che accendere o spegnere il pc oggetto del'illecito altera completamente la scena criminis? La compute Forensics è la risposta concreta da una corretta trattazione delle prove digitali. I casi trattat, dal punto giuridico ma anche dal punto di vista tencnico ovvero la cristallizzazione e custodia della prova in Interneti sono: riservatezza, data protection, diritto all’oblio, sanità elettronica, luoghi di lavoro, giornalismo on line, cloud computing, diritto d’accesso, diritto al nome, pubblicità ingannevole, trading on line, buzz marketing, astroturfing, autore violato, spettatore violato, diffamazione, cyberstalking, accesso abusivo a sistema informatico, phishing, pharming, escrow truffa, intercettazioni, tradimenti on line.

 

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