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La Corte di cassazione con la sentenza n. 10836/2017 ha confermato il licenziamento per giusta causa del dipendente dell'Inps che svolge in favore di una società un'attività di consulenza incompatibile con il suo ruolo e "usando il fax aziendale per scopi estranei a quelli dell'ente".

Il valore di questa sentenza è nell'interpretazione estensiva all'utilizzo di tutti gli strumenti aziendali, come del resto la sentenza lascia comprendere, l'utilizzo di strumenti aziendali, che si tratti di fax, mail, stampanti, o computer al per scopi estranei a quelli dell'ente o dell'azienda è motivo licenziamento per giusta causa. Il fatto che si utilizzino risorse aziendali per scopi non legati all'attività aziendale arreca un danno economico e un ingiusto profitto ad altri.

Quando questo concetto lo applichiamo al contesto delle risorse informatiche che l'azienda mette a disposizione delle sue maestranze, assume una connotazione importante, sopratutto in un paese come il nostro, in cui il cellulare aziendale piuttosto che il notebook, sono percepiti e vissuti più come benefit invece che come strumenti di lavoro forniti per svolgere mansioni specifiche; in questo senso la sentenza di cassazione va ca confermare l'orientamento già presente nel Jobs Act. Certamente per poter individuare tali tipi di abuso è necessario un piano di audit IT che da un lato rispetti le libertà personali di dipendenti e collaboratori, ma che allo stesso tempo permetta di tutelare l'azienda contro usi impropri e abusi delle risorse aziendali.

Piano e attività di Audit che in ambito information technology, data la volatilità e fragilità delle prove informatiche, è doveroso siano condotte secondo i principi della digital forensics per poter disporre di elementi oggettivi, scientifici e opponibili a terzi.

La tecnologia ci sta coccolando e chiaramente questo ci piace e così ci riempiamo di dispositivi che in una qualche maniere pensiamo ci possano essere utili, possano assecondare e migliorare la quotidianità e la qualità della vita, e anche renderci più alla moda, più trendy più fighi.

Così, a casa, a lavoro, in macchina, per la strada, ci circondiamo di "apparecchi" tutti o quasi plug & play, di ogni genere a partire da smart watch, smart tv, frigo intelligenti, sistemi di video sorveglianza connessi e contrattabili dall'App del telefono, fino ad arrivare a sistemi di allarme collegati ad Internet, o impianti di climatizzazione che possiamo gestire da remoto. chi l'avrebbe detto solo 5 anni fa che saremmo arrivati a questi punti... ed è solo l'inizio.
Stiamo creando un mondo fighissimo che dovrebbe, almeno nelle intenzioni, migliorare la qualità dalla vita di ognuno, qualcuno addirittura sta già pensando al robot domestico, non il puli-pavimenti che conosciamo oggi, ma un vero robot, che quando non ci sei in casa o mentre dormi, spazza, lava, pulisce i vetri, e ti prepara il pranzo, cena, colazione... . Naturalmente sarà connesso e coordinerà tutti i dispositivi demotici del suo padrone per migliorargli la vita... ma a che costo? oggi ci stiamo circondando di tutti questi dispositivi fidandoci ciecamente del fatto che non potranno nuocerci mai...., del resto come potrebbe nuocerci il frigo? o l'impianti di climatizzazione? o l'apertura elettrica della serratura del portone di casa o delle imposte?
o la smart tv? ... "loro" possono diventare gli occhi, gli orecchi, le braccia di chiunque sia motivato a impossessarsi di casa nostra. Attraverso questi innocui gioielli di tecnologia avventori motivati possono vedere, ascoltare, intervenire nella nostra vita controllare quello che facciamo, decidere dove dobbiamo stare cosa possiamo fare. qualcuno sicuramente pensa che stia esagerando... bhè allora guardatevi questo video....


Questo video della F-Secure, più di molti altri che ho visto, fa prendere coscienza dei rischi; certo c'è della fiction nel modo di esporre la questione e nella gestione dei tempi, è chiaro non potrebbe essere diverso; ma i rischi sono reali, concreti già oggi. Se avete qualche dubbio pensate all'ultimo leak di wikileaks su CIA e Smartphone e Samrt tv. Quel leak è la dimostrazione di come già qualche anno fa fosse possibile ascoltare, vedere cosa accadeva oltre il telefono, oltre la smart tv.

Approcciamo la tecnologica con un assoluto senso di fiducia, i social ne sono la prima grande dimostrazione, ormai la gente ci mette tutto senza alcun limite di pudore. Invece dovremmo essere più attenti ad un uso consapevole dei nuovi strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione.
Il fatto che siano facili da usare e che spesso siano anche oggetti di design, non significa che siano altrettanto sicuri. In un futuro molto prossimo dovremo iniziare a pensare alle nostre case, alle nostre automobili, ai nostri dispositivi connessi ad Internet come ad aree da protegge con Firewall e IPS, come se fossero un'azienda. A meno che non vogliamo lasciare che qualcuno si faccia i fatti nostri e poi, un giorno come minimo ci ricatti o ci imprigioni nella nostra smart car o nella smart-home.

E' necessario promuovere un IoT consapevole sia lato utente che produttore, dovrà nascere un nuovo modo di pensare all'Internet di casa, con dispositivi di protezione della rete, con servizi di monitoraggio e protezione remota della nostra privacy, che proteggeranno la nostra rete casa da attacchi e accessi non autorizzati, perché la smart tv non deve essere raggiungibile e controllabile da Internet, è lei che va in Internet a prelevare i contenuti, le imposte dovranno essere pilotate dall'App solo dopo che si è autenticata sulla nostra vpn casalinga, la serratura del portone principale: non deve essere raggiungibile controllabile da Internet.

Essere critici non vuol dire aver paura del futuro, vuol dire volere un futuro consapevole.

Dammi il QR Code della tua carta di imbarco e ti dirò chi sei!, Potrebbe essere la prima cosa che ci viene in mente a vedere il video di USA Today a questo link https://youtu.be/PdLfmR8CKT4

Purtroppo non c'è da ridere, la scansione del QR Code delle carte di imbarco negli USA da accesso ad un numero spropositato di informazioni sul titolare della carta, non è un data breach ma potremmo dire che ha la stessa portata.Con questo sarebbe interessante fare la stessa prova sulle carte di imbarco Europee per magari scoprire che anche da noi riusciamo ad acquisire dati personali dal QRcode.

Ho voluto fare la prova, usando google per cercare le carte di imbarco di alcune compagnie europee, e naturalmente qualche QRCode autentico lo troviamo senza grandi problemi. Leggendo il QRcode di queste carte di imbarco si scopre che ad esempio Lufthansa e RayanAir non mettono alcun dato del titolare del biglietto nel QRCode, riportano solo i dati del viaggio. Alitalia invece si distingue dalle altre. Infatti ho trovato online con google un biglietto Alitalia con QRCode che trovate a questo link Se leggete il QRCode con una qualunque App, viene fuori "M1CASSANELLO/NICOLA FCONRTAZ 0782 261Y018L000431010". E' chiaro che il biglietto è di Cassanello Nicola, gli altri dati non li so decifrare, potrà sembrare una banalità, qualcuno dirà sicuramente cosa vuoi che sia, ma se Lufthansa e RayanAir non riportano nome e cognome prechè mai Alitalia lo fa? si chiama pseudonimizzazione, ... un concetto che troviamo nel GDPR e che aiuta la privacy delle persone.

E' chiaro che negli USA siamo ben lontani dalla protezione dei dati personali che conosciamo in Italia (Alitalia esclusa :-) ) e in Europa. Alcuni concetti basilari introdotti dal GDPR come secuirty by default e by design, o Privacy Impact assessment, introdotti dal GDPR Europeo, rappresentano l'avanguardia di una tutela a cui gli USA e sicuramente anche altri paesi dovrebbero forse ispirarsi.

In ogni caso quando ci viene consegnato un biglieto o un documento con un QRCode.... provete a leggerlo con la vostra App.... potreste avere delle sorprese!

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