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E' usicot in questi giorni il rapporto Verizon intitolato “2013 Data Breach Investigations Report”. Un Focusu a livello mondiale sul furto di dati basato sull'analisi di dati forniti da 18 organizzazioni internazionali. Naturalmente si tratta di una proiezione ottimistica considerando la resistenza di molte aziende e organizzazioni ad ammettere un data breach nei propri sistemi informatici. Uno dei dati che emergono dall'esame dei dati sono le  621 violazioni accertate e 47mila “incidenti di sicurezza”. In pole position, le attività legate al “generico” cyber-crimine (75%) ovvero le violazioni che hanno come obiettivo il semplice arricchimento. Tra gli episodi registrati, il 37% ha interessato soggetti che agiscono in ambito finanziario e il 24% negozi e ristoranti. Obiettivo: i dati delle carte di credito dei clienti. Ma a crescere è anche il fenomeno dello spionaggio industriale, con un aumento degli attacchi che hanno come obiettivo fabbriche e società di servizi. il dato più signigicativo è che nel 66% dei casi l’intrusione è stata scoperta solo dopo diversi mesi dal primo accesso, con la conseguenza che gli avventori hanno avuto tutto il tempo che volegano per acquisire i dati di maggior interesse. Sarebbe sufficiente monitorare il traffico di rete e  cristallizzare le evidenze di anomalie per produrre indagini capaci di identificare e stroncare tempestivamente le fughe di dati dall'azienda.

Akamai ha pubblicatio il 24 aprile 2013 il report "State of the Internet"  che  ha messo in evidenza due elementi siegnigicativi dell'interne del bel paese .

Il rapporto ha messo in evidenza il problema della Banda Stretta. In italia la banda media è di 4Mbit/s e la massima 19.4Mbit/s, in Europa, ad eccezione della Turchia e del Lussemburgo tutti sono più veloci di noi. Ciò nonostante, l'Italia riesce a erogare circa 1.6% deglia attacchi mondiali. Questo purtroppo testimonia l'attenzione delle istituzioni alle questioni derivanti dall'uso delle tecnologie Informatiche. La diffusione di botnet, e trojan trova largo campo nei sistemi residenziali ma anche in azienda. Ed è proprio qui che una falsa sensazione di sicurezza legata ai BYOD fa si che in numero di illeciti legati spionaggio industriale, furto di identità, dati sottratti alla concorrenza sono in forte crescita con danni consistenti per il made in italy

Si è svolto lo scorso 22 marzo il seminario   "L’Azienda e Internet: copyright, data protection e aspetti giuslavoristici della presenza in rete" che ha riscontrato una significativo seguito con la partecipazione di oltre 120 partecipanti.

L'evento si è articolato partendo dall'intervento dell'Avv. Nitti che ha affrontato il tema della proprietà intellettuale in Internet con esempi concreti presi dai pronunciamenti degli ultimi anni. Il successivo intervento ha visto l'Avv. Bianchi occuparsi della data protection e delle implicaizioni che le nuove tecnologia, cloud in primis comportano nella gestione e protezione dei dati, anche alla luce del nuovo regolamento UE. Dopo il coffee break è stato il turno del Dott. Alessandro Fiorenzi, che con un profilo tecnico informatico ha affrontato i problemi legati all'acquisizione legittima della prova informatica su computer, cellulari e in Internet, illustrando le problematiche che si presentano nel nuovo fragile contesto in cui la prova è inserita e costituita. Ha concluso il programma l'intervento dell'Avv. Del Re che ha esaminato le problematiche giuslavoristiche legate all'uso dei sistemi elettronici ed informatici nonchè di Internet nello svolgimenti delle funzioni lavorative.

Per chi non è potuto intervenire personalmente è stato messo a disposizione un servizio di streaming mediante youtube che ha visto la presenza di oltre 20 persone.

Per chi non era presente potete vedere il filmato dell'evento sul canale youtube afinformaticaforense o cliccando sull'icona che segue         ht youtube logo mi 130129 wa

Gli atti del seminario sono accessibili dal sito per i soli registrati al sito accedendo con le credenziali alla sezione   "Documentazione" del menù eventi.

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