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Secondo Huffington Post, google starebbe lavorando ad un software in grado di spiare tutto quello che fanno i dipendenti al computer, comprese le email inviate, ricevute e in bozza, per analizzare il “sentiment” dell’azienda ed eventuali problematiche interne. Risulta infatti che Google abbbia depositato lo scorso 2 maggio presso l'ufficio brevetti degli Stati Uniti la richiesta di  brevetto denominato  “Policy Violation Checker”. Un keylogger made in google capace di rilevare le violazioni della policy aziendale ma allo stesso tempo anche di informare qualcono della violazione?  In Italia questo non sarebbe legale... ma nel resto del mondo? e in Europa?

Il giudice di varese condanna l'amministratrice del sito al pagamento di una multa di 1000 euro per gli insulti postati da utenti del suo blog.  Per il giudice chi apre una pagina web è responsabile dei suoi contenuti.

La sentenza di un giudice di Varese fa discutere la rete. Il gup ha infatti condannato a una multa di mille euro una giovane blogger per gli insulti che tempestavano il forum da lei aperto. La 21enne, amministratrice del sito, è "responsabile di tutti i contenuti della pagina web" e sarà lei a pagare la pena. La denuncia alla Procura è partita da una donna di Cocquio Trevisago, proprietaria di una casa editrice, presa di mira da alcuni giovani scrittori.

http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/articoli/1094301/varese-blogger-condannata-per-diffamazione.shtml

in una intervista di questi giorni il comandante della Polizia Postale e delle Telecomunicazioni, Antonio Apruzzese, ha parlato di 113 online e di volanti del web: "Pensate alle volanti che girano per le strade. Ecco, funzionerà così. Nasceranno delle volanti anche per Internet, la polizia girerà sul web e monitorerà i social network pronta ad intervenire contro gli abusi, le diffamazioni, i falsi profili…"

In Italia ci si sveglia solo quando sono presi di mira personaggi noti, caso Boldrini, quante donne sono tutti i giorni oggetto di diffamazione, stalking, sexting su social network e in generale in Internet? Perchè ci si accorge solo ora che forse è necessaria una dimensione digitale dei servizi di pubblica sicurezza?

 

E in ogni caso anche per le volanti del web ci vogliono risorse economiche per perlustrare giorno e notte un universo che non ha confini ed è in continua espansione. E poi, la diffamazione e il "furto di identità"  (che come imputazione non esiste) non sono perseguibili d'ufficio, un profilo su facebook non ha la valenza di una carta di identià falsa, che senso ha scoprirli se poi non si possono perseguire?

E' necessario che si lavori in silenzio e fuori dall'onda mediatica. E' il momento che si avvii la globalizzazione dei sistemi di indagine, di analisi scientifiche e forensi. Condividere a livello mondiale tecniche e metodi di indagine forense in ambito informatico e digitale garantisce la perseguibilità dei reati; annunciare le gazzelle del web riempe solo i giornali.

 

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