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 La Corte di giustizia dell'Unione Europea ha sentenziato che i gestori di motore di ricerca, nel caso di specie Google,  non sono obbligati a rimuovere i dati personali pubblicati da siti Internet di terze parti.

Google ha ottenuto un pronunciamento, in sede UE,  secondo il quale l'azienda non può essere considerata responsabile del trattamento dei dati personali presenti nelle pagine Internet collegate.

la notizia da bloomberg http://www.bloomberg.com/news/2013-06-25/google-may-win-eu-case-over-data-control-top-court-aide-says.html

 

Lo Studio Fiorenzi è organizzatore e relatore di convegni sui temi della sicurezza Informatica e dell'informatica Forense.

Data

Titolo Convegno

Manifestazione

Città

27/10/2017 Indagini e Investigazioni Informatiche nell’era dell’interconnessione globale: la Consulenza Tecnica a supporto dell’Azione Legale Forlab & Studio Fiorenzi Prato
24/10/2017 GDPR e Forensics Readiness: prepariamo l'azienda alla gestione e al tracking forense del data breach e degli incidenti informatici! SMAU Milano 2017 Milano
19/05/2017 E-commerce e frodi online: il cliente, il venditore, scenari di digital forensics Circolo Giuristi Telematici Roma
25/10/2016 Prove digitali, privacy e poteri di controllo in azienda SMAU Milano 2016 Milano
9/06/2016 Prove digitali, privacy e poteri di controllo in azienda SMAU Bologna 2016 Bologna
22/03/2013 L'azienda e Internet:copyright, data protection, e aspetti giuslavoristici della presenza in rete TechnoWorkshop 2011 Lucca
20.11.2012 Internet e il danno alla Persona - Presentazione del libro- Barcellone PG
01/10/2011 Aziende in Rete: reati e metodi di raccolta delle prove
14/03/2011 I marchi in rete:scenari di violazioni della proprietà intellettuale e metodi di racolta Security Sumit 2011 Milano
11/06/2010 Reati in azienda e computer Forensics Firenze

Gli atti dei convegni organizzati dallo studio o di quelli a cui Lo studio partecipa come Relatore sono disponibili sul nostro canale slideshare http://www.slideshare.net/AlessandroFiorenzi

E' possibile leggere i dati memorizzati in hd con crittografia integrata? Questa è la domanda che in questo momento mi viene più spesso posta da clienti e amici.

Credo che dobbiamo provare a fare chiarezza. Se è certo che la crittografia prevista in taluni hard disk presenti sul mercato mette a disposizione di tutti la possibilità di cifrare i dati, questo non garantisce l'impunità di un reato. E' sì perchè della tecnologia storicamente si avvantaggia prima chi ne ha più bisogno, ovvero chi ha da nascondere le tracce della propria azione criminale.

 

Dopodichè dobbiamo dire per correttezza e completezza di informazione che l’analisi forense non si limita alla semplice e mera analisi del reperto hard disk  del caso specifico, che se cifrato con sistemi hardware o software potrebbe risultare illeggibile, ma si estende all’analisi del contesto in cui il disco è inserito e opera. L’esame di tale contesto può permettere di individuare soluzioni indipendenti e terze per accedere  all’informazione cifrata, o atte a recuperare nel perimetro della scena criminis  elementi significativi  di supporto ad una indagine informatica forense.
La cifratura dei dati, che sia fatta con hardware dedicato o con software specifici, realizza algoritmi di cifratura. Ammettendo una buona resistenza computazionale alla rottura di un algoritmo di cifratura,   talvolta è l’implementazione dell’algoritmo che presenta falle tali da renderlo vulnerabile e permettere l’acceso a quei dati che qualcuno credeva aver messo in cassaforte.

A livello aziendale spesso la tematica emerge come soluzione alternativa alla gesione enterprise della cifratura dei dati presenti sugli asset aziendali.

Taluni infatti ritengono che sia più economico utilizzare la cifratura "automatica" del disco, piuttosto che implementare un sistema di gesitone della crittografia. In queste scelte va tenuto conto del fatto che quando si perdessero le chiavi di accesso al disco o ai dati, o quando il titolare del disco o dei dati le cambiasse in autonomia, l'azienda potrebbe subire quello che io amo definire  come effetto boomerang, ovvero dalla volonta di mettere in sicurezza i dati aziendali, principio sano,  mi trovo, per le scelte azzardate e non ponderate, nell'impossibilità di poterne disporre nuovamente.

 

Quindi attenzione alle scelte operate quando il tema è la crittografia. Potrei trovarmi di fronte ad un disco crittografato, non accessibile perchè utilizza un algoritmo ben scritto, ma potrei scoprire che i dati sulla copia di backup sono in chiaro, o ancora peggio, che parte dei dati tanto importanti da essere protetti con password su hard disk  sono in chiaro sulla prima nuvola libera: iTunes, Amazon etc...