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L'Europa si sveglia e scopre di essere spiata e si domanda come mail gli Stati Uniti non l'abbiano informata: ma siamo matti?Sarebbe come chiedere ad un ladro di avvisarti quando ha intenzione di venire a rubare a casa tua. Quello che ha fatto l'NSA, giusto o non giusto che sia, si chiama spionaggio, voce del verbo spiare. Significa osservare, ascoltare, carpire di nascosto. Come fa un capo di stato a dire "ci dovevano informare" ???  Io non riesco a capire se la stupidità sta nei giornalisti che mettono in bocca ai politici certe parole  o se veramente queste escono dalla loro bocca.

Per anni chi si occupa di sicurezza IT ha parlato,e parla tutt'ora, di spionaggio fra stati, di cyberwar, di spionaggio industriale, dei rischi legati alla fuga di informazioni nelle aziende e nelle strutture critiche, della data loss e di tante altre tematiche legate alla confidenzialità e riservatezza di certe informazioni. Argomenti che le testate giornalistiche generaliste hanno ritenuto fino ad oggi troppo di nicchia, adeguati per un pubblico tecnico di geek, per appassionati della sicurezza, ma assolutamente indadeguati per il grande pubblico. Questo fiino a quando queste tematiche non hanno coinvolto gli stati e i grandi politici, prima con wikileaks e ora con il datagate. Ora tutti ne parlano, tutti sono super esperti al punto di pori  domande stupide sul perchè non siano stati avvisati.

Quando si parla di IT technology i temi ricorrenti degli ultimi 12 mesi sono la digitalizzaizone dell'Italia, la banda larga e la  digitalizzazione della Pubblica Amministrazione.

Tutte belle proposte e lodevoli iniziative, ma da addetto ai lavori del mondo ICT, mi sento di osservare come questi signori, politici e eminenti tuttologhi,  stiano più parlando di meccanizzazione della PA che di digitalizzazione;  un po’ come se dopo la sostituzione della penna con la macchina da scrivere negli uffici pubblici,  ora fosse il momento di sostituire la macchina da scrivere, la fotocopiatrice e il fax con il computer e Internet. Se non si cambiano i processi della PA e non si introduce intelligenza nei programmi che elaborano i dati, non si può parlare di digitalizzazione ma di semplice sostituzione di un media vecchio e antiquato con uno più veloce  e moderno.

L’Italia non ha bisogno di meccanizzarsi nuovamente facendo acquistare computer volgarmente detto  “ferro”  e connessioni dati, ha bisogno di introdurre intelligenza nei portali della PA, di snellire e semplificare questi portali integrando e correlando le  decine e decine di basi dati che ogni amministrazione pubblica si è creata in autonomia in questi anni. Il cittadino deve avere una identità digitale e con quella parlare con tutte le entità dello Stato che devono essere in grado di riconoscerlo. Per fare questo oltre che di grandi investimenti e di change significativi nel modo di lavorare delle PA c’è anche bisogno anche di tutelare l’identità digitale del cittadino; questo è un concetto che oggi il nostro diritto non considera minimamente e quello che viene definito normalmente furto di identità non è conosciuto al nostro diritto.

Non credo di sbagliarmi quindi quando con amici e colleghi mi permetto di osservare che la digitalizzazione dell’Italia non si fa in 5 anni, ma soprattutto non si fa semplicemente facendo un nuovo portale o portando l’adsl anche in montagna.

CLUSIT: Attacchi cyber crime, +370% nel 2012 E' questo il dato che emerge dal rapporto CLUSIT 2013, gli attacchi di tipo cybercrime che hanno avuto conseguenze economiche e legali sono cresciuti a livello mondiale di oltre il 370%. In netta crescita gli attacchi agli istituti bancari e i fenomeni degli "Hacktivisti".

http://www.clusit.it/rapportoclusit.it

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/tecnologia/2013/10/02/Attacchi-cyber-crime-370-2012_9396947.html?idPhoto=1