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Da qualche giorno, le ricerche compiute sulla versione statunitense del motore di ricerca devono superare un filtro molto più severo in materia di contenuti a luci rosse. Il nuovo, inaspettato, aggiornamento di SafeSearch fa sì che cercando ad esempio la parola “breasts” su Google Immagini si assista a una carrellata di immagini di reggiseni e illustrazioni anatomiche, del tutto scevra da contenuti che potrebbero essere considerati di natura erotica o pornografica.

36 Milioni di eruo, a tanto ammonterebbe il bottino degli attacchi online sferrati in questi giorni alla finanza mondiale.

I sistemi di HB dei clienti delle banche sarebbero stati vittime di un nuovo malware Eurograbber,   basato su un attacco bot che diffonde il trojan Zeus e prende di mira i dispositivi mobili Android e BlackBerry: in pratica, dopo avere infettato il computer di un utente, il  malware si propaga al suo telefono cellulare, su cui riesce a intercettare gli sms di autenticazione dell'accesso ai conti bancari online: un attacco complesso, che per la prima volta riesce a trasmettersi dal pc al dispositivo mobile dell'utente. Le vittime sono stimate in circa 30mila conti correnti su cui sarebbero stati fatti movimenti dai 500 ai 250000 euro.

 

 

 

Lo stalking via email non è reato, o meglio non commette reato chi molesta la propria ex via email, questo il sunto della sentenza di  Cassazione 44855/2012.

Secondo i giudici, infatti, va escluso che il reato di molestie «possa essere configurato - a differenza di quanto si verifica nel caso dei c.d. s.m.s. inviati su utenze telefoniche mobili -, qualora si tratti di messaggi di posta elettronica, privi, in quanto tali, del carattere di invasività». Per la Suprema corte «il fatto non è previsto dalla legge come reato».