cassazione

  • Legittimo licenziamento a seguito di accertamenti commissionati dal datore di lavoro

    La sentenza della Cassazione civile , sez. lavoro, sentenza 08.06.2011 n° 12489 conferma orientamento in tema di rapporto tra il licenziamento del lavoratore subordinato ed il ricorso alle agenzie investigative da parte del datore di lavoro.

    In particolare il ricorso a un agenzia investigativa è giustificato non solo per l'avvenuta perpetrazione di illeciti e l'esigenza di verificarne il contenuto, ma anche in ragione del solo sospetto o della mera ipotesi che illeciti o reati siano in corso di esecuzione (cfr. Cass. n. 3590 del 14 febbraio 2011; Cass. n. 18821 del 9 luglio 2008; Cass. n. 9167 del 7 giugno 2003 ed altre conformi).

    l'art. 2 della legge 300 del 1970 (Statuto dei Lavoratori) parla di Guardie Giurate e non di Agenzie di Invesigazione; l'interpretazione estensiva della norma, sulla base del pronunciamento della Cassazione Civile ci permette di dire che l'azienda ha diritto e titolo a procedere ad accertamenti tecnici nei confronti del dipendente quando non abbia per oggetto l’inadempimento dell’obbligazione lavorativa, bensì le condotte poste in essere dal lavoratore, di carattere,civile, fiscale  o penale, che in ogni modo esulano dal contenuto della prestazione di lavoro.

    L'azienda può ricorre a Guardie Giurate, agenzie investigative ma anche a Esperti di Computer Forensics per verificare e accertare illeciti o reati avvenuti ad opera dei suoi dipendenti.

     

  • Licenziamento legittimo quando gli strumenti aziendali sono usati per scopi estranei a quelli dell'ente

    La Corte di cassazione con la sentenza n. 10836/2017 ha confermato il licenziamento per giusta causa del dipendente dell'Inps che svolge in favore di una società un'attività di consulenza incompatibile con il suo ruolo e "usando il fax aziendale per scopi estranei a quelli dell'ente".

    Il valore di questa sentenza è nell'interpretazione estensiva all'utilizzo di tutti gli strumenti aziendali, come del resto la sentenza lascia comprendere, l'utilizzo di strumenti aziendali, che si tratti di fax, mail, stampanti, o computer al per scopi estranei a quelli dell'ente o dell'azienda è motivo licenziamento per giusta causa. Il fatto che si utilizzino risorse aziendali per scopi non legati all'attività aziendale arreca un danno economico e un ingiusto profitto ad altri.

    Quando questo concetto lo applichiamo al contesto delle risorse informatiche che l'azienda mette a disposizione delle sue maestranze, assume una connotazione importante, sopratutto in un paese come il nostro, in cui il cellulare aziendale piuttosto che il notebook, sono percepiti e vissuti più come benefit invece che come strumenti di lavoro forniti per svolgere mansioni specifiche; in questo senso la sentenza di cassazione va ca confermare l'orientamento già presente nel Jobs Act. Certamente per poter individuare tali tipi di abuso è necessario un piano di audit IT che da un lato rispetti le libertà personali di dipendenti e collaboratori, ma che allo stesso tempo permetta di tutelare l'azienda contro usi impropri e abusi delle risorse aziendali.

    Piano e attività di Audit che in ambito information technology, data la volatilità e fragilità delle prove informatiche, è doveroso siano condotte secondo i principi della digital forensics per poter disporre di elementi oggettivi, scientifici e opponibili a terzi.

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