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Digitalia: sarà una vera rivoluzione digitale?
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- Scritto da Alessandro Fiorenzi
Quando si parla di IT technology i temi ricorrenti degli ultimi 12 mesi sono la digitalizzaizone dell'Italia, la banda larga e la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione.
Tutte belle proposte e lodevoli iniziative, ma da addetto ai lavori del mondo ICT, mi sento di osservare come questi signori, politici e eminenti tuttologhi, stiano più parlando di meccanizzazione della PA che di digitalizzazione; un po’ come se dopo la sostituzione della penna con la macchina da scrivere negli uffici pubblici, ora fosse il momento di sostituire la macchina da scrivere, la fotocopiatrice e il fax con il computer e Internet. Se non si cambiano i processi della PA e non si introduce intelligenza nei programmi che elaborano i dati, non si può parlare di digitalizzazione ma di semplice sostituzione di un media vecchio e antiquato con uno più veloce e moderno.
L’Italia non ha bisogno di meccanizzarsi nuovamente facendo acquistare computer volgarmente detto “ferro” e connessioni dati, ha bisogno di introdurre intelligenza nei portali della PA, di snellire e semplificare questi portali integrando e correlando le decine e decine di basi dati che ogni amministrazione pubblica si è creata in autonomia in questi anni. Il cittadino deve avere una identità digitale e con quella parlare con tutte le entità dello Stato che devono essere in grado di riconoscerlo. Per fare questo oltre che di grandi investimenti e di change significativi nel modo di lavorare delle PA c’è anche bisogno anche di tutelare l’identità digitale del cittadino; questo è un concetto che oggi il nostro diritto non considera minimamente e quello che viene definito normalmente furto di identità non è conosciuto al nostro diritto.
Non credo di sbagliarmi quindi quando con amici e colleghi mi permetto di osservare che la digitalizzazione dell’Italia non si fa in 5 anni, ma soprattutto non si fa semplicemente facendo un nuovo portale o portando l’adsl anche in montagna.
Rapporto Clusit 2013: Cybercrime +370%
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- Scritto da Alessandro Fiorenzi
CLUSIT: Attacchi cyber crime, +370% nel 2012 E' questo il dato che emerge dal rapporto CLUSIT 2013, gli attacchi di tipo cybercrime che hanno avuto conseguenze economiche e legali sono cresciuti a livello mondiale di oltre il 370%. In netta crescita gli attacchi agli istituti bancari e i fenomeni degli "Hacktivisti".
http://www.clusit.it/rapportoclusit.it
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/tecnologia/2013/10/02/Attacchi-cyber-crime-370-2012_9396947.html?idPhoto=1
Bologna: Vice questore accusato di accesso abusivo, peculato e divulgazione segreti di ufficio
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- Scritto da Alessandro Fiorenzi
La notizia è di quelle pesanti, perchè purtroppo coinvolge una delle massime autorità delle notre forze dell'ordine e non per errori o inadempienze nello svogliemento della propria funzione ma per reati di cui sarebbe stato attore il vice questore di Bologna, Preziosa.
L'accusa è di accesso abusivo a sistemi informatici, rivelazione di segreti d’ufficio e peculato in un filone nato dall’inchiesta che a marzo ha portato in carcere i vertici del gruppo Mantovani, il colosso di costruzioni impegnato in Laguna nei lavori per il Mose, per una maxi evasione fiscale, presunte tangenti e fondi neri.
La notizia sui giornali http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2013/3-settembre-2013/arrestato-vicequestore-preziosa-accusato-corruzione-2222887564930.shtml
