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Dal Rapporto Verizon “2013 Data Breach Investigations Report” sembra che il phishing stia vivendo una nuova giovinezza, nonostante il tentativo di educare gli utenti a non "abboccare" , l’invio di email ingannevoli che hanno l’obiettivo di indurre il destinatario a installare un viruso un malware riscuote ancora molto successo. Naturlamente anche il phishing si è evoluto utilizzando argomenti scelti su misura per trarre in inganno le vittime. Proprio i dati relativi all’uso di questa tecnica. Secondo gli studi riportati da Verizon, le probabilità che la vittima designata ceda alla tentazione del fatale “clic” sul collegamento che attiva il virus o redirige su un sito con malware  cresce in maniera esponenziale con l’aumento dei tentativi. Se c’è in media il 20% di probabilità che abbocchi alla prima email, la probabilità di successo sale a oltre il 50% al terzo messaggio e arriva al 95% con 10 o più email.

E' usicot in questi giorni il rapporto Verizon intitolato “2013 Data Breach Investigations Report”. Un Focusu a livello mondiale sul furto di dati basato sull'analisi di dati forniti da 18 organizzazioni internazionali. Naturalmente si tratta di una proiezione ottimistica considerando la resistenza di molte aziende e organizzazioni ad ammettere un data breach nei propri sistemi informatici. Uno dei dati che emergono dall'esame dei dati sono le  621 violazioni accertate e 47mila “incidenti di sicurezza”. In pole position, le attività legate al “generico” cyber-crimine (75%) ovvero le violazioni che hanno come obiettivo il semplice arricchimento. Tra gli episodi registrati, il 37% ha interessato soggetti che agiscono in ambito finanziario e il 24% negozi e ristoranti. Obiettivo: i dati delle carte di credito dei clienti. Ma a crescere è anche il fenomeno dello spionaggio industriale, con un aumento degli attacchi che hanno come obiettivo fabbriche e società di servizi. il dato più signigicativo è che nel 66% dei casi l’intrusione è stata scoperta solo dopo diversi mesi dal primo accesso, con la conseguenza che gli avventori hanno avuto tutto il tempo che volegano per acquisire i dati di maggior interesse. Sarebbe sufficiente monitorare il traffico di rete e  cristallizzare le evidenze di anomalie per produrre indagini capaci di identificare e stroncare tempestivamente le fughe di dati dall'azienda.

Akamai ha pubblicatio il 24 aprile 2013 il report "State of the Internet"  che  ha messo in evidenza due elementi siegnigicativi dell'interne del bel paese .

Il rapporto ha messo in evidenza il problema della Banda Stretta. In italia la banda media è di 4Mbit/s e la massima 19.4Mbit/s, in Europa, ad eccezione della Turchia e del Lussemburgo tutti sono più veloci di noi. Ciò nonostante, l'Italia riesce a erogare circa 1.6% deglia attacchi mondiali. Questo purtroppo testimonia l'attenzione delle istituzioni alle questioni derivanti dall'uso delle tecnologie Informatiche. La diffusione di botnet, e trojan trova largo campo nei sistemi residenziali ma anche in azienda. Ed è proprio qui che una falsa sensazione di sicurezza legata ai BYOD fa si che in numero di illeciti legati spionaggio industriale, furto di identità, dati sottratti alla concorrenza sono in forte crescita con danni consistenti per il made in italy