Sempre più spesso si sente parlare di intercettazioni e di localizzazione di cellulari. si verifica un omicidio e a distanza di giorni gli inquirenti, ma credo che più facilmente sia opera degi giornalisti, affermano che il sospettato principale a quell'ora si trovava estattamente in camera piuttosto che in cantina o nel giardino.  L'effetto CSI si sta diffondendo con effetti devastanti.

Infatti se è vero che esistono tecniche per localizzare con buona precisione un cellulare, non la persona, è anche vero che si tratta di operazioni che sono eseguite in tempo reale attraverso il monitoraggio della posizione del terminale mobile sulla rete cellulare; ovvero si presuppone che il cellulare  sia già sottoposto ad intecettazione o sotto monitoraggio.

Naturalmente quando però accade un reato, i cellulari dei sospetti non sono preventivamente sottoposti intercettazione.

Dopo giorni o settimane non potremo assolutamente dire dove era il sospetto alle 12:45. All più potremmo dire che il suo telefono agganciava una cella piuttosto che un'altra ma nessuno potrà dire, basandosi su dati tecnici, che il terminale si trovava in via Giulio Cesare al civico 8, o  che era in camera piuttosto che in cucina.

Queste sono eleaborazioni che sono eseguite in tempo reale e che gli operatori non registrano, o che comunque se registrano non conservano per ovvi motivi di spazio.