Leggo oggi, 27 settembre che il Garante Privacy Italiano avrebbe aperto una istruttoria su whatsapp per capire quali dati mette a disposizione di Facebook, e mi è scappato da ridere. 

C'è voluto il 27 settembre 2016 per scoprire che Whatsapp è roba di Facebook? complenti per la tempestività! e ci preoccupiamo ORA di cosa passa a Facebook? Avrei preferito che il nostro Garante, come tutti quelli europei si fossero occupati di questi colossi, solo qualche anno fa' quando queste App hanno incomincaito a fare milioni di utenti. Ma no, in quel momento i garanti europei  non si sono preoccupati di comprendere cosa facessero dei dati whatsapp, telegram etc.. le hanno lasciate andare avanti; come del resto con tutte le altre App, figuriamoci se inziano una guerra contro la "privacy" delle App! Ma poi, scusate, quando io installo un'App, acconsento a che questa possa prendere le informazioni A,B,C,D etc.. e che ne faccia quello che gli pare, perchè del resto sfido chiunque a comprendere e obbligare alla full disclosure di un'App; e se non mi va bene non la installo. Oltretutto quando installo e acconsento a quei trattamenti, ACCONSENTO ANCHE a SUBIRE la legge dello stato X o Y, per Whatsapp le leggi della California. 

Quindi io mi installo Whatsapp e creo un account facebook in entrambi i casi io sottoscrivo un contratto con Whastapp e con Facebook, accettando una bella serie di clausole, che nessuno legge, Fidandomi. Ma sopratutto accettando di buon grado di subire le leggi dello stato della California, e questo ci fa sentire molto americani, un po happy dasys.   Forese, anzi sarà un mio limite, ma non riesco a comprendere con quale diritto il Garante voglia andare a mettere il naso in un'azienda di un altro paese, che svolge un servizio sulla base di un contratto stipulato liberamente fra l'azienda e le controparti clienti, e sopratuto che non è legato al rispetto delle leggi italiane.... 

Ho la sensazione che ai burocrati 0.2, sicuramente uomini e professionisti molto preparati per il mondo analogico, non siano in grado di gestire in egual maniera l'era digitale, abbiate pazienza ma NON si possono applicare al mondo digitale i paradigmi e i metodi del mondo analogico. 

Quello che ne viene fuori è la sensazione che gli stia sfuggendo di mano qualcosa e cerchino in ogni modo di dimostrare che ancora possono esercitare la loro funzione di disciplina e controllo con indagini e istruttorie; come se facessero un'ispezione nell'ufficio di un medico o di un commercialista, ma quelli sono sul territorio Italiano e soggetti alla legge italiana.

Il problema vero è che ogni stato sta ancora pensando per conto proprio quando le popolazioni sono invece globali: serve uno sforzo importante per scrivere tutti insieme regole condivise; solo allora avrà senso avviare istruttorie e indagini, perchè tutti dovremo rispettare le stese regole.