E' usicot in questi giorni il rapporto Verizon intitolato “2013 Data Breach Investigations Report”. Un Focusu a livello mondiale sul furto di dati basato sull'analisi di dati forniti da 18 organizzazioni internazionali. Naturalmente si tratta di una proiezione ottimistica considerando la resistenza di molte aziende e organizzazioni ad ammettere un data breach nei propri sistemi informatici. Uno dei dati che emergono dall'esame dei dati sono le  621 violazioni accertate e 47mila “incidenti di sicurezza”. In pole position, le attività legate al “generico” cyber-crimine (75%) ovvero le violazioni che hanno come obiettivo il semplice arricchimento. Tra gli episodi registrati, il 37% ha interessato soggetti che agiscono in ambito finanziario e il 24% negozi e ristoranti. Obiettivo: i dati delle carte di credito dei clienti. Ma a crescere è anche il fenomeno dello spionaggio industriale, con un aumento degli attacchi che hanno come obiettivo fabbriche e società di servizi. il dato più signigicativo è che nel 66% dei casi l’intrusione è stata scoperta solo dopo diversi mesi dal primo accesso, con la conseguenza che gli avventori hanno avuto tutto il tempo che volegano per acquisire i dati di maggior interesse. Sarebbe sufficiente monitorare il traffico di rete e  cristallizzare le evidenze di anomalie per produrre indagini capaci di identificare e stroncare tempestivamente le fughe di dati dall'azienda.